Le Linee guida per i Rapporti di sicurezza degli stoccaggi sotterranei di gas naturale sono state pubbilcate sul sito del Ministero dell’Ambiente nel mese di ottobre 2018.

Nell’articolo di approfondimento sono illustrate le Linee Guida sulla valutazione dei Rapporti di Sicurezza per i depositi sotterranei di gas naturale.

Il documento “Gli stoccaggi sotterranei di gas naturale – Linee guida per la valutazione dei rapporti di sicurezza” è stato redatto dal Gruppo di lavoro istituito dal Coordinamento per l’uniforme applicazione sul territorio nazionale di cui all’art. 11 del decreto legislativo 26 Giugno 2015, n. 105, ed è stato pubblicato nella Sezione “Documenti di indirizzo, Linee guida o altra Documentazione di interesse” del MATTM.

Le Linee Guida intendono fornire ai valutatori uno strumento pratico per le istruttorie dei Rapporti di sicurezza presentati dai Gestori degli Stabilimenti di stoccaggio sotterraneo di Gas naturale.

La Circolare Interministeriale del 21/09/2009 stabiliva che, per le concessioni di stoccaggio già in esercizio, il Gestore adempisse entro il 28 gennaio 2010 agli obblighi previsti dalla normativa Seveso, qualora negli stabilimenti fosse presente gas naturale in quantità uguali o superiori a quelle indicate nell’allegato I del D.Lgs. n. 334/1999, come modificato dal D.Lgs. n. 238/2005 e come successivamente confermato con il D.Lgs. 105/2015.

I depositi sotterranei di gas svolgono attività di stoccaggio di gas naturale in giacimenti sotterranei depletati dello stesso minerale.

Si tratta di un processo industriale che consiste nell’iniettare gas in un sistema roccioso sotterraneo, per garantirne prima l’accumulo e in una fase successiva l’erogazione, così da affrontare le richieste del mercato o fronteggiare situazioni di mancanza/riduzione delle fonti di approvvigionamento.

Le due fasi si alternano durante un anno di esercizio: l’iniezione previa compressione attraverso pozzi avviene in primavera-estate e permette di stoccare il gas naturale proveniente dalla rete di trasporto nel giacimento; nel periodo autunno/inverno, il gas è erogato dopo essere stato disidratato, trattato e riconsegnato alla rete di trasporto.

Le aree principali coinvolte nel processo riguardano: giacimento, pozzi e aree cluster, impianti di compressione, impianti di trattamento e condotte.

La specificità di questi stabilimenti è data dallo stoccaggio del gas nel sottosuolo, entro strutture geologiche complesse, per le quali le usuali tecniche di analisi di rischio non risultano applicabili.

La sicurezza dello stoccaggio sotterraneo è assicurata dalla storia produttiva del giacimento – le strutture geologiche di copertura hanno garantito la permanenza in loco del gas per milioni di anni – ed è gestita realizzando modelli geomeccanici sito specifici e adottando particolari tecniche di monitoraggio che sono illustrate nel Rapporto di Sicurezza, la cui valutazione richiede competenze altamente specialistiche.